Auser Modena

Auser alla Festa dell’Unità per parlare di anziani e stereotipi

Un anziano viene ignorato durante una conversazione. Un curriculum viene scartato perché il candidato è troppo avanti con l’età. Una persona perfettamente lucida viene trattata come se non fosse in grado di decidere per sé. Si chiama ageismo ed è molto più diffuso di quanto pensiamo. L’ageismo, ovvero la discriminazione basata sull’età è stato il tema del tradizionale appuntamento organizzato da Auser Modena e Spi Cgil Modena alla Festa dell’Unità di Modena.

L’evento, che ha visto come sempre una folta partecipazione, è andato in scena il 2 settembre accompagnato per la prima volta da una performance teatrale, messa in scena per l’occasione da Catia Gallotta e Marco Marzaioli, a cui hanno fatto seguito gli interventi di Marco Mondello (dottorando di ricerca per l’Università di Torino, Osservatorio migranti e CRID Unimore), Massimo Mezzetti (Sindaco di Modena), Roberto Righi (Segretario generale SPI CGIL Modena) e Manuela Gozzi (presidente di Auser Modena).

“I dati Istat indicano chiaramente la direzione che sta prendendo la curva demografica nel nostro Paese – ha sottolineato Gozzi -. Nel corso di questo incontro ci siamo interrogati sulle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e su quali siano gli stereotipi e i diritti che le persone anziane rispettivamente subiscono e possono far valere.

Siamo abituati a considerare gli anziani come una categoria uniforme senza soffermarci sulle differenze tra le persone. Per questo durante l’incontro abbiamo voluto mettere al centro le specificità degli individui. Quando si parla con un anziano solitamente gli si rivolge un’attenzione diversa, come se fosse un bambino, o si tende a rispondere al posto suo. È necessario superare questa mentalità”.

Il sindaco Mezzetti ha sottolineato l’importanza di “ricostruire un tessuto connettivo intergenerazionale per creare percorsi di vita in cui ogni fase sia vissuta pienamente”.

“Con questa iniziativa vogliamo contribuire a superare la discriminazione che la società fa nei confronti della persona anziana. L’anzianità è ancora una parte della vita fondamentale, abbiamo ancora tanto tempo davanti a noi”, ha concluso Righi.