È un successo oltre le aspettative il progetto “Donna Protetta – impariamo a proteggerci insieme”, rivolto a tutte le donne residenti nel territorio delle Terre di Castelli, che ha preso il via mercoledì 14 gennaio al Circolo Auser La Grama di Marano sul Panaro.
Si tratta di un corso di autodifesa personale, gratuito per le partecipanti, tenuto da due agenti della Polizia locale, che sono anche docenti di tecniche di intervento operativo. A insegnare sono infatti gli ispettori Luca Giusti e Antonio Guarro, accompagnati dalla collega Luciana Bonucchi. Il corso consiste in cinque lezioni e si svolge tutti i mercoledì sera fino all’11 febbraio.
L’iniziativa, nata da un’idea dell’assessora alle Pari opportunità del Comune di Marano e volontaria Auser Alessandra Mazzucchi, è stata annunciata il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e ha raggiunto quota 142 richieste di partecipazione in pochi giorni, a fronte di un numero di posti inizialmente fissato a 30.
Numeri che hanno portato gli enti organizzatori – ovvero le amministrazioni di Vignola e Marano sul Panaro, insieme al Comando della Polizia locale dell’Unione Terre di Castelli – a organizzare un corso analogo anche a Vignola, a partire dal 4 marzo.
«Credo che questo progetto sia proprio un esempio virtuoso dell’importanza della rete del nostro territorio – racconta Mazzucchi –. Nasce da un’esigenza della cittadinanza, dall’ascolto di alcune donne e ragazze mie concittadine. Queste persone mi hanno riportato il bisogno di padroneggiare competenze utili ad affrontare situazioni di pericolo. Da qui è nata l’idea di organizzare un corso di autodifesa personale aperto a donne e ragazze di tutte le età e la rete territoriale ha dato una risposta fantastica. Gli agenti della Polizia locale hanno messo subito in campo la loro competenza, organizzando le lezioni del corso, mentre il circolo Auser La Grama ha aperto i propri spazi a oltre 50 partecipanti per cinque mercoledì sera, dalle 19.30 alle 21.30».
Il corso si basa su tre pilastri fondamentali: consapevolezza situazionale, tecniche efficaci e accessibili e rafforzamento psicologico. In sostanza, le lezioni verteranno su come riconoscere in anticipo le situazioni di potenziale pericolo, sull’apprendimento di alcune tecniche semplici, immediate e praticabili da chiunque, indipendentemente dalla preparazione atletica, in grado di dissuadere l’aggressore e dare alla vittima il tempo di sottrarsi e mettersi in salvo.
«Durante ogni serata affrontiamo una tematica proposta dagli agenti della Polizia locale, che va, ad esempio, dall’uso dello spray al peperoncino fino ad alcune manovre di autodifesa per liberarsi. L’obiettivo è non rimanere spiazzate in situazioni di pericolo. Riuscire a liberarsi e scappare, a volte, può salvarti la vita. Devo dire che la risposta dell’utenza a questo corso è stata veramente inaspettata. Nel giro di due giorni dall’annuncio dell’iniziativa abbiamo avuto più di 100 adesioni. Per dare risposta a tutte le richieste siamo quindi stati obbligati a chiudere anticipatamente le iscrizioni e a organizzare un corso analogo a Vignola».
«L’obiettivo, ci tengo a ribadirlo, non è quello di creare delle lottatrici, quanto piuttosto di veicolare alcune informazioni importanti – spiega il comandante della Polizia locale dell’Unione Terre di Castelli Luca Di Niquili –. La prima è acquisire la capacità di leggere l’ambiente circostante, al fine di riuscire a prevenire le situazioni di pericolo; in secondo luogo cerchiamo di insegnare a gestire le emozioni, per evitare che un momento di stress, come potrebbe essere quello di un’aggressione, vada a compromettere la lucidità nel momento del bisogno; da ultimo vorremmo che le partecipanti facessero proprie tecniche semplici e ripetibili in qualunque circostanza e da chiunque, indipendentemente dalla preparazione atletica. Cerchiamo di rendere le donne che partecipano al corso più consapevoli delle loro capacità. Sappiamo per esperienza che ogni persona ha dentro di sé la capacità e la forza di esprimere un alto potenziale, se ben coadiuvata e guidata».
Auser condanna da sempre ogni forma di violenza contro le donne, che sia culturale, fisica, psicologica, economica o sociale. Al corso hanno partecipato donne di tutte e età e tante volontarie Auser.
Daniela Leonelli, volontaria Auser Circolo La Grama:
«Ho deciso di partecipare perché è un argomento molto interessante. Siamo donne e siamo tutte molto preoccupate per la nostra sicurezza. Abitiamo in un piccolo paese, per cui ci sembra che qui non debba succedere niente, ma purtroppo si sentono cose spiacevoli che accadono anche nei piccoli centri. Partecipare è anche un modo per fare rete con altre donne. Vedo che ha aderito tantissima gente ed è molto bello: è un modo per trovarsi, condividere preoccupazioni e, perché no, anche sdrammatizzare durante un momento di socialità e condivisione».
Paola Sovrani, volontaria Auser Circolo La Grama:
«Penso che, in un periodo come questo, sia una cosa giustissima imparare delle tecniche per potersi difendere in caso di situazioni spiacevoli. Io abito da sola e sento il bisogno di una maggiore sicurezza per me stessa».
Lucia Guaitoli:
«Ho deciso di iscrivermi insieme a mia figlia, che ha vent’anni, perché ci è capitato spesso di camminare per strada senza sentirci tranquille, di avere paura, specialmente la sera, quando c’è poca gente in giro. Questo corso lo facciamo per avere una sicurezza in più, insomma per sapere come comportarci nel caso in cui dovesse succedere qualcosa».
Alice Bazzani, volontaria Auser Circolo La Grama:
«Il fatto che un paese piccolo come il nostro ci dia la possibilità di partecipare a un corso che permette di unire le forze di noi donne e di imparare, in qualche modo, come far fronte a questo tipo di problemi non è scontato e credo sia una bella cosa da incoraggiare e da supportare. Sono molto felice di partecipare».